Bukowski Henry Charles

Nelle categorie di:
Bukowski Henry Charles

Per avere una biografia di Henry Charles Bukowski, il modo più corretto è sicuramente quello di leggere e analizzare tutti i suoi racconti e romanzi, in quanto, praticamente tutta la sua produzione (tolto il romanzo Pulp e poco altro), è autobiografica e incentrata sulle sue vicissitudini. Bukowski scrive di sé, di quello che lo circonda e gli accade in una vita non certo semplice. I temi principali sono: la visione disincantata del “sogno americano” e della sua ipocrisia, la sua mania per le corse dei cavalli, le sue bevute colossali, le avventure e i suoi pensieri sessuali, la descrizione dei suoi lavori e degli ambienti dove venivano svolti, le volte in cui ha sfiorato la morte, i suoi rapporti interpersonali e lo squallore della vita negli ambienti poveri, periferici e marginali, ma anche di quelli benestanti come Hollywood e delle persone dell’ambiente cinematografico.

Il piccolo Bukowski sulla spiaggia di Santa MonicaPrendendo spunto dall’Arturo Bandini di John Fante, di cui era lettore nonché amico, Bukowski usò l’alter ego di Henry Chinaski per descrivere all’interno dei suoi libri storie della sua vita reale. Per questo motivo, in questa biografia, impossibilitato dallo scrivere migliaia di pagine, mi sono occupato più che altro di delineare aneddoti e di tracciare a grandi linee i momenti fondamentali della vita dello scrittore. Ho quindi tralasciato di citare la quasi totalità delle opere bukowskiane, gli anni di pubblicazione e le trame di queste. Per sapere date e titoli delle opere vi consiglio di leggere la bibliografia dell’autore presente in questo sito.

Charles Jr, piccolissimo, con il padre e la madre nel giardino di casa.Henry Charles Bukowski Jr. nacque a Andernach, una piccola cittadina tedesca nelle vicinanze di Colonia, il 16 Agosto del 1920, ma si trasferì a Los Angeles, dove vivrà la maggior parte della sua vita, con la famiglia alla tenera età di due anni. Figlio di Henry Bukowski Sr, un ex artigliere americano di origine tedesca, e di Katherine Fett, una donna tedesca, fin da piccolo Buk dimostrò di avere un carattere ben preciso: ribelle, ma schivo e introverso, a sei anni mise in mostra già una certa inclinazione per la scrittura, ebbe difficoltà di inserimento e venne spesso deriso e allontanato dai suoi coetanei per il suo lieve accento tedesco.

La casa al 2122 di Longview Avenue dove Buk passò gli anni della gioventùHenry Sr., quando si congedò dall’esercito e si trasferì, portando con sé tutta la famiglia, ebbe molti problemi a trovare un lavoro. Erano gli anni della depressione e fu soprattutto per la sua frustrazione che se la prendeva con il piccolo Henry Jr, maltrattandolo, picchiandolo in ogni occasione e proibendogli addirittura di frequentare i suoi coetanei. Queste privazioni e questo trattamento sono, probabilmente, alla base dei comportamenti seguenti dello scrittore anche se, come poi vedremo, è anche vero che Charles dovrà la vita all’aiuto del padre.

Bukowski con i suoi genitori negli anni 40.Il giovane Bukowski frequentò la Junior High School, dove non passò inosservato e i professori di lui ricordano soprattutto lo sguardo sardonico e il suo ghigno critico. Fu in quegli anni che Bukowski ricevette il suo primo “premio” letterario. Si trattava di una semplice relazione su di una visita del presidente Hoover alla sua scuola e Charles scrisse la migliore dell’intero istituto. Quello che stupisce ancor di più, e che stupì enormemente il suo professore, fu che Bukowski, a quella visita, non era nemmeno presente. Parlando dell’occasione fu lo stesso Buk a dirci che il suo docente “Rimase veramente sbalordito quando ammisi candidamente che non mi ci ero recato”. Nel 1933, quando l’autore aveva solo tredici anni, Henry incominciò il suo rapporto “amoroso” con l’alcol , rapporto a cui sarà fedele fino all’ultimo giorno della sua vita, e iniziò a frequentare una banda di teppistelli. Tornava a casa ubriaco e il padre lo costringeva a dormire in garage per punizione.

Charles Bukowski come appariva l'anno del diplomaA proposito del rapporto con i genitori è interessante sapere il pensiero dello scrittore nei confronti del proprio nome: “Henry mi ha stancato perché i miei genitori mi chiamavano solo per fare qualche commissione o perché dovevano picchiarmi. Charles è O.K. solo sulla pagina scritta. E’ un gran pasticcio. Così dico alla gente di chiamarmi Hank. Il, bravo, vecchio Hank”. Appena quattordicenne, nel 1934, scrisse il suo primo racconto su di un asso dell’aeronautica della prima guerra mondiale: il barone Von Richtofen, personaggio per metà reale e per l’altra metà immaginario. E’ sempre in questo periodo che Charles iniziò a fare i conti con una terribile forma di acne che lo lasciò “deturpato” per il resto della sua vita e che, abbinato alla infelice vita familiare, lo rese sempre più depresso. A tal proposito lo scrittore scrisse: “Il mio viso, il torace e la schiena erano copiosamente coperti di pustole grosse come chicchi d’uva. Ero il brutto del vicinato. Tutto questo mentre gli altri miei coetanei incominciavano a toccare le ragazzine...”.

Per saperne di più, l’autore narra delle vicende della sua giovinezza nel romanzo Ham on Rye (Panino al prosciutto).

Uno dei disegni del vecchio zio BukFrequentò, quindi, la L. A. High School dove a diciotto anni, nel 1938, si diplomò senza lode, né infamia e subito dopo venne assunto, come magazziniere, alla Sears e Roeblick. L’autore spiegò il perché si licenziò dopo appena una settimana con queste parole: “Come si spiegavano quelle vite da operaio senza alcun senso? Esseri che nell’application form non avevano avuto difficoltà a dichiararsi FELICI di lavorare un’intera vita alle dipendenze della Sears. I Capi? Senz’anima e di mediocre intelletto, implacabili con i subalterni. Leggendo Céline si consolidò il mio incondizionato rifiuto per ogni forma di lavoro regolamentato”. La decisione di lasciare il lavoro non fu ben accolta dal padre di Henry e fu la causa per cui, nel 1940 quando l’autore aveva vent’anni, iniziò la vita del Bukowski che conosciamo.

Uno dei locali, vicino casa, dove il vecchio Hank andava a fare il pieno di vino, birra e liquori.Le cose andarono così: un pomeriggio, Charles tornò, come al solito, a casa molto ubriaco e arrivato in procinto del proprio giardino vide il padre che gettava sul prato i fogli dove erano scritte le sue poesie e i suoi racconti. Alla vista del figlio il padre gli scagliò addosso, urlando come un ossesso, la macchina da scrivere e Buk fece giusto in tempo a raccogliere i suoi fogli, la sua macchina da scrivere e qualche dollaro che la madre si affrettò a dargli, prima di andarsene per sempre dalla casa paterna.

Buk nella sua stanza di Nort Mariposa Avenue.Da questo momento, e per due anni, iniziò l’unico periodo in cui Bukowski si allontanò dalla sua amata Los Angeles per un lungo periodo. Avvenne il suo esordio letterario grazie alla rivista Underworld, che gli comprò un racconto per appena un dollaro e cinquanta centesimi. Sempre ubriaco, in questi anni lo troviamo a New Orleans, a San Francisco e a St. Louis dove dimora in una pensione-bordello di tagliagole filippini e in cui si sosterrà facendo delle commissioni per i proprietari del bar da lui frequentato, il Glenview, che lo ripagavano in bevute. Fra i lavori conosciuti citiamo: il lavapiatti, il facchino e il posteggiatore, ma queste occupazioni non lo fermarono dal continuare a scrivere. Spesso si trovò a dormire sulle panchine dei parchi pubblici o dove capitava e la sua vita assomigliava sempre più a quella di un barbone.

Bukowski all'ippodromo di Hollywood park.A Philadelphia, venne prelevato dall’FBI e arrestato per un’accusa di draft-dodgin, ovvero renitenza alla leva con la motivazione che non aveva tempestivamente comunicato i suoi spostamenti. Tutto ciò avvenne durante l’attacco di Pearl Harbour, in piena seconda guerra mondiale, ma venne presto scarcerato quando i militari accertarono che la mancata comunicazione non era avvenuta volontariamente. Bukowski ricordò l’episodio in questo modo: “Non fu certo un trauma, ero solo sorpreso di come la vita fosse facile lì dentro quanto incomprensibile fuori”. Nel 1943, sempre a Philadelphia, all’età di 23 anni il giovane Charles conosce il sesso per la prima volta: “Con una donna che pesava più di cento chili”. Nel frattempo il padre di Bukowski descriveva ai vicini le eroiche azioni del figlio nella seconda guerra mondiale. I suoi primi racconti e le sue prime poesie vennero pubblicate da giornali come Story, ma furono soprattutto le riviste underground a dargli le maggiori possibilità di essere letto.

Bukowski ancora all'ippodromo di Hollywood ParkDopo aver cambiato decine di lavori di cui parlerà nel libro Factotum, nel 1944 inizia il difficile rapporto con alcolizzata Janet Cooney Baker, che durerà più di dieci anni, ed è in questo periodo che venne assunto all’ufficio postale (dalla cui esperienza poi Hank trarrà il famosissimo Post Office). Sempre del 1944 è la pubblicazione del racconto “Aftermath of a length Rejection Slip” sulla leggendaria rivista Story. Poco dopo, in seguito a una colossale sbornia con la sua compagna, Bukowski venne ricoverato in condizioni critiche per una emorragia dalla bocca e dal retto. Salvatosi per il rotto della cuffia da questo episodio grazie a una trasfusione di sangue donatogli dal padre, lo scrittore iniziò a frequentare gli ippodromi nel tentativo di allontanarsi dall’alcool. Finì, invece, per aggiungere un altro vizio e diventò un assiduo scommettitore. Passò quasi tutte le sue giornate negli ippodromi dove si ubriacò regolarmente.

Hank con la sua macchina da scrivere. Sul tavolino delle copie di Outsider, una rivista per la quale collaborava.Nel 1959 gli vennero pubblicate otto poesie dalla rivista Harlequin e la direttrice di questa rivista, Barbara Frye, invaghitasi di lui, propone a all’autore di sposarla tramite corrispondenza. Charles accetta, ma il loro matrimonio naufragò dopo appena due anni. Il 1962 è un anno molto importante in quanto venne pubblicata, da parte dell’editore John Webb, la sua prima raccolta di poesie: It Catches my Heart from my Minds, tradotta in Italia solo parzialmente nell’edizione del 1986 fatta dalla Mondadori, nella collana Oscar Mondadori, e intitolata Charles Bukowski, Poesie. Dopo la morte del padre per infarto e la tragica fine di Jane Baker che viene stroncata dall’alcol, Hank cade in uno stato di profonda depressione e le sue tendenze suicide prendono sempre più sostanza.

Ho avuto problemi a capire chi sia questa donna. Dove l'ho trovata c'è scritto Frances Dean, ma la madre di Marina non si chiamava Frances Smith ed era giovane? Boh, forse è la nonna di Marina. Di certo c'è che la bambina è la figlia di Buk: Marina Bukowski.Nonostante questo continuò a collaborare con molte riviste underground come Epos, Outsider Breakthru e, anzi, ad aumentare i suoi contatti. Nel settembre del 1964 nasce sua figlia Marina, frutto di una breve relazione con una giovane poetessa di nome Frances Smith.

Incomincia un periodo di fondamentale importanza per Charles.

Prima iniziò la collaborazione con la rivista settimanale Open City, dove i suoi commenti, le sue storie e le sue velenose critiche verranno poi raccolti nel libro omonimo al nome della rubrica da cui è tratta Notes of Dirty Man (Taccuino di un vecchio sporcaccione) che raccoglieranno un grande consenso da parte dell’ambiente della protesta giovanile. Questo primo assaggio di notorietà e la conoscenza di John Martin furono la svolta decisiva per la vita di Hank.

Charles Bukowski e Linda KingPoi, John Martin, un manager con la passione per la letteratura, rimase talmente affascinato da Bukowski e da quello che scriveva che gli propose di lasciare il suo posto all’ufficio postale e a dedicarsi interamente alla scrittura. Martin si sarebbe occupato di tutta l’organizzazione, di promuovere, di commercializzare le sue opere e si sarebbe anche preoccupato di versare a Buk un assegno periodico (100 dollari al mese. Cifra che per l’autore era quasi un sogno) come anticipo per i diritti d’autore. Fu l’uomo della provvidenza per lo scrittore che, già stanco di quel lavoro per conto suo, ovviamente accettò. Tutto questo accadeva nel 1969, quando il buon Charles aveva già 49 anni e fu sempre in quel periodo che l’autore si separò anche da Linda King, la sua compagna dell’epoca, donna di cui parlerà in Woman (Donne).

Hank con il suo manager, nonché amico, John Martin e sua moglie.Visti i primi, buoni, risultati ottenuti, il manager fondò la Black Sparrow Press e iniziò a stampare tutta la produzione di Hank. Prima in Europa e poi anche in America, in pochi anni il fenomeno Bukowski esplose alla grande. L’unica cosa che non andava era il fatto che per promuoversi l’autore era costretto a fare letture pubbliche che Bukowski viveva come un vero e proprio tormento. A tal proposito il suo pensiero era: “I momenti prima di cominciare erano un incubo: dovevo sempre ubriacarmi pesante e vomitare”. Anche se, come lui stesso ci disse, erano un incubo, questi readings poetici ebbero il merito di fargli conoscere Linda Lee Beighle, unica donna che riusci a limitare un minimo le tendenze autodistruttive di Hank e che l’accompagnò fino al momento della sua morte.

Buk e Linda Lee nella loro villa di San Pedro, in California.La conobbe, infatti, durante una lettura, particolarmente sofferta, del 1976. Di lei disse: “Linda era stata mandata dagli dei per salvarmi la vita”. I periodi peggiori erano ormai passati, l’autore viaggiava velocemente verso uno stato di agiatezza che gli avrebbero permesso di vivere gli ultimi anni della sua vita nel modo che aveva sempre sognato: buon vino, tranquillità, le corse all’ippodromo e mai alzarsi prima di mezzogiorno che Charles definiva “Il segreto per essere un grande scrittore”. La leggenda di Buk era ormai una realtà, ma comunque il vecchio Hank restava sempre lui.

Charles con Marco Ferreri e Ben GazzarraE’ interessante, per es., quello che scrisse ricordando la volta che andò a vedere il film di Marco Ferreri (1981) ispirato al libro, forse, più famoso dell’autore e che recava l’omonimo titolo: Tales of Ordinary Madness (Storie di Ordinaria follia). Questo è il suo ricordo di quella serata: “Mi recai al cinema con Linda: che impressione quando vidi il titolo. Poi una sensazione di essere in trappola: tutta quell’insopportabile gente che domandava autografi. Per fortuna uno capì e mi porse una bottiglia di whiskey. In verità ero già parecchio ubriaco. Il film? Linda mi ha detto che alla fine della proiezione urlai “Buttatelo al cesso”. In più non mi pagarono neanche un dollaro...”

Bukowski con Mickey RourkeIn seguito a questa esperienza furono decine i rifiuti di Bukowski a proposte di riduzioni cinematografiche, fino a quando, nel 1987, non capitolò all’offerta del regista Barbet Schroeder di rappresentare la vita del giovane Bukowski-barbone. Il film venne intitolato Barfly, supervisionato da Francis Ford Coppola, e gli interpreti furono Mickey Rourke e Faye Dunaway. Inutile dire che il film non gli piacque per niente, in special modo la sua interpretazione da parte di Mickey Rourke. Gli ultimi anni della sua vita furono vissuti nella più totale agiatezza , ma le sue condizioni di salute peggiorarono continuamente.

La tomba di Henry Charles Bukowski.Nonostante questo la sua vena letteraria rimane prolifica e continuò a scrivere e a pubblicare le sue storie nonostante che nel maggio 1988 s’ammalò di tubercolosi. La sua morte avvenne in un ospedale di San Pedro, per leucemia, il 9 marzo del 1994, quando l’autore aveva 73 anni. Fanno ormai parte delle leggenda le sue ultime parole: “Ti ho dato tante di quelle occasioni che avresti dovuto portarmi via parecchio tempo fa. Vorrei essere sepolto vicino all’ippodromo... per sentire la volata sulla dirittura d’arrivo”.

Bibliografia

NOTA: Sotto i titoli originali sono presenti quelli delle traduzioni in italiano. Se non presenti significa che l’opera non è mai stata tradotta nella nostra lingua.

1960 – Flower, Fist and Bestial Wail (Poesie)

1962 – Poems and Drawing (Poesie)

1962 – Longshot Poems for Broke Players (Poesie)

1962 – Run with the Hunted (Poesie)

1963 – It Catches my Heart in Its Hands (Poesie)

Alcune contenute in Poesie (1955 – 1973) (ITA)

1965 – Crucifix and Deadhand (Poesie)

Alcune contenute in Poesie (1955 – 1973) (ITA)

1965 – Cold Dogs in the Courtyard (Poesie)

1965 – Confession of a Man Insane Enough to Live with Beast (Racconti)

Contenuto in A Sud di nessun Nord. (ITA)

1966 – The Genius of the Crowd (Poesia)

1966 – All the Assholes in the World and Mine (Racconto)

Contenuto in A Sud di nessun Nord. (ITA)

1967 – 2 by Bukowski (Poesie)

1967 – The Curtains are Waving (Poesie)

1968 – At Terror Street and Agony Way (Poesie)

Alcune contenute in Poesie (1955 – 1973) (ITA)

1968 – Poems Written Before Jumping out of an 8 Story Window (Poesie)

1969 – Notes of a Dirty Old Man (Racconti)

Taccuino di un vecchio sporcaccione (ITA)

1969 – A Bukowski Sampler (Poesie)

1969 – The Days Run Away Like Wild Horses Over the Hills (Poesie)

Alcune contenute in Poesie (1955 – 1973) (ITA)

1970 – If we Take (Poesie)

1970 – Fire Station (Poesie)

1971 – Post Office (Romanzo)

Post Office (ITA)

1972 – Me and Your Sometimes Love Poems (Poesie)

1972 – Mokingbird Wish Me Luck (Poesie)

Alcune contenute in Poesie (1955 – 1973) (ITA)

1972 – Erections, Ejaculations, Exhibitions and General Tales of Ordinary Madness (Racconti)

Storie di ordinaria follia (ITA)

Compagno di sbronze (ITA)

Svastica (ITA)

1973 – While the Music Played (Poesie)

1973 – South of No North (Racconti)

A Sud di nessun Nord (ITA)

1974 – Burning in Water, Drownig in flame (Poesie)

Alcune contenute in Poesie (1955 – 1973) (ITA)

1975 – Africa, Paris, Greece (Poesie)

1975 – Factotum (Romanzo)

Factotum (ITA)

1976 – Tough Company (Poesie)

1976 – Scarlet (Poesie)

Alcune contenute in L’amore è un cane che viene dall’inferno (ITA)

1977 – Maybe Tomorrow (Poesie)

1977 – Love is a Dog from Hell (Poesie)

Alcune contenute in L’amore è un cane che viene dall’inferno (ITA)

1978 – You Kissed Lilly (Racconto)

1978 – We’ll Take Them (Poesia)

1978 – Women (Romanzo)

Donne (ITA)

1979 – Art (Poesie)

1979 – A Love Poem (Poesie)

1979 – Play the Piano (Poesie)

1979 – Shakespeare Never Did This (Autobiografia)

Shakespeare non l’ha mai fatto (ITA)

1981 – Dangling in the Tournefortia (Poesie)

1982 – The Last Generation (Poesie)

1982 – Ham on Rye (Romanzo)

Panino al prosciutto (ITA)

1983 – Sparks (Poesie)

1983 – Bring Me your Love (Racconto)

Portami il tuo amore (ITA)

1983 – Hot Water Music (Racconti)

Musica per organi caldi (ITA)

1983 – The Bukowski/Purdy Letters: 1964 - 1974 (Lettere)

1984 – There’s No Business (Racconto)

Non c’è niente da fare (ITA)

1984 – War All the Time: Poems 1981 - 1984 (Poesie)

1986 – You Get So Alone at Times That it Just Makes Sense (Poesie)

Tutto il giorno alle corse dei cavalli e tutta la notte alla macchina da scrivere (ITA)

1987 – The Movie: Barfly (Sceneggiatura)

L’ubriacone (Barfly) (ITA)

1988 – The Roominghouse Madrigals: Early Selected Poems 1946 - 1966 (Poesie)

Madrigali da una camera in affitto (ITA)

1989 – Hollywood (Romanzo)

Hollywood, Hollywood! (ITA)

1990 – Septuagenarian Stew: Stories & Poems (Racconti e Poesie)

Solo i racconti contenuti in Niente canzoni d’amore (ITA)

1991 – In the Shadow of the Rose (Poesie)

1992 – Trhee by Bukowski (Poesie)

1992 – The Last Night of the Earth Poems (Poesie)

1993 – Run With a Hunted: A Charles Bukowski Reader. Screams from the Balcony: Select Letters 1960 – 1970 (Lettere)

Urla dal balcone (ITA)

1993 – Those Mavelous Lunches (Poesie)

1994 – Pulp (Romanzo)

Pulp, una storia del xx secolo (ITA)

1995 – Living on Luck: Selected Letters 1960 – 1970 (Lettere)

1995 – Heat Wave (Poesie)

1995 – Confession a Cward (Racconti)

Confessioni di un codardo (ITA)

1996 – Betting on the Muse: Poems and Stories (racconti e Poesie)

Solo le poesie contenute in Le ragazze che seguivamo (ITA)

1997 – A new War (Poesie)

1997 – The Capitain is Out to Lunch and the Sailors Have Takes Over the Ship (Autobiografia)

Il capitano è fuori a pranzo (ITA)

1997 – Bones Palace Ballet: New Poems (Poesie)

Quando eravamo giovani (ITA)

La canzone dei folli (ITA)

commenti

bravo simone!

ritratto di fabian di rosa

molto interessante e utile questa biografia del caro vecchio zio buk Eye-wink

Danke

ritratto di De Foix

Grazie Fabian, fa sempre piacere quando il proprio lavoro viene apprezzato. Smiling
Su questa bio, come su tutte quelle firmate De Foix, ci persi parecchio tempo nel fare ricerche e nel mettere insieme i pezzi in modo da renderla, o almeno tentare, il più completa possibile. Devo ancora riaggiungere tutte le immagini che ci sono nella versione della vecchia devilhouse (per farti un idea guarda la bio di Dick), ma prima o poi lo farò. Smiling

Valid XHTML 1.0 Strict Valid CSS! Powered with Drupal