InsettOmicida
Racconto scritto Ven, 18/02/2005 - 13:39 da De FoixTrovo entusiasmante come certe storie, basate sul niente di appurato, le famose " leggende metropolitane", riescano a condizionare le nostre emozioni ben più di un fatto realmente accaduto. Proprio per raccontarle uno di questi, bizzarri, episodi, armato di carta e penna, mi ritrovo a scriverle questa lettera. Spesso le nostre influenzabili teste, si perdono nelle viscere di intricati labirinti onirici.Senza capirne il motivo, si finisce per aver paura del buio. Che poi, invece, il sole splenda alto e luminoso, non è fatto di cui si possa tener conto... Le mura del labirinto mentale, sono troppo spesse e alte per far filtrare la luce necessaria a far svanire alcuni incubi.
Ricordo molto bene quel periodo.Era...non molto tempo fa. Si era sparsa una voce, da chissà quali fonti, secondo la quale un certo tipo, di un certo palazzo, di una certa zona della capitale di un certo regno, di un qualsiasi mondo appartenente a un ipotetico universo (a dieci metri da casa mia), morto pochi giorni prima in circostanze misteriose, sarebbe passato a miglior vita in seguito alla puntura di un insetto. Fin qui ... niente di incredibile. Magari ... raro. Per la nostra zona, sicuramente ... raro. Comunque ... non impossibile. Ma i confini fra la realtà e l'immaginazione sono molto labili e spesso è facile che il sogno prenda il sopravvento. Nel mio vicolo, all'epoca, non si parlava d'altro. La versione che andava per la maggiore, era quella secondo cui, l'insetto omicida, sarebbe entrato nella testa della sua vittima attraverso l'orecchio e , risalendola dall'interno fino a raggiungere il cervello, si sia gustosamente risucchiato , grazie al suo killer-pungiglione, l'intero contenuto della scatola cranica. AHAHAHAHA!!! Esilarante. Nessuna persona, sana di mente, avrebbe mai potuto preoccuparsi di una storia simile. In fondo, se proprio vogliamo sforzarci di dargli un po' di credito, è successo una volta nella storia della città. Quante possibilità ci sarebbero state di un altro caso? Una persona molto impressionabile e facilmente suggestionabile avrebbe potuto, forse, provare un certo disagio; un po' di timore; niente di più. Non le pare? Invece ... si scatenò la fobia! Ricordo, non senza che un sorriso appaia sul mio volto, la corsa all'insetticida, alla retina, alle pomate contro ragni, zanzare, scorpioni e una moltitudine non quantificabile di insetti tropicali... - T - U - T - T - E - D - I - V - E - R - S - E !!!!! Purtroppo ... ricordo anche l'olezzo, indescrivibile, che derivava da tale eccesso. Spropositato ... eccesso! Nessuno riusciva più a dormire e a volte, dopo un paio di notti consecutive di veglia, qualcuno sveniva per la stanchezza e il giorno dopo, al risveglio, ringraziava il proprio Dio, qualunque esso fosse, per averlo fatto scampare alla sete di sangue dell'InsettOmicida (come tutte le celebrità, si era guadagnato il suo nome d'arte). Anch'io, hehehe, cominciavo ad averne quasi paura. Niente di fobico, ci mancherebbe, ma a forza di sentirne parlare da tutte le parti..... Mi limitavo a controllare meglio quei piccoli, indesirati, condomini con cui , mio malgrado, ero costretto a dividere la casa; e forse ... quando mi capitava di uccidere uno di quei piccoli insignificanti bastardi, mi sentivo un po' più sollevato del solito. A ripensarci ora, mi sento proprio uno sciocco. La tensione aveva ormai superato la soglia di guardia e ogni volta che moriva qualche cittadino, fosse di infarto, tumore o incidente stradale... per tutta la regione un solo ,continuo, lamentoso sospiro: - "L'insettOmicida!L'insettOmicida!!!" -. In un certo senso, l'IsettOmicida, era diventato reale; si era nutrito della disperazione e delle facili angosce del popolo; era stato accudito per tanto tempo da sua madre, suo padre e da una famiglia molto numerosa: gli incubi, le psicosi, i traumi, la creduloneria e le gravi turbe psichiche della povera gente di oggi. Tanto che, ormai forte e robusto, aveva iniziato a mietere vittime. Come dicevo, la tensione era ormai palbabile e nell'aria , insolitamente assente, si respirava solo paura. Era solo questione di tempo e qualcosa sarebbe successa.Infatti ... successe. In quel periodo ero preso a disegnare come non mai e, come sempre mi accade in quei casi, ero in una specie di stato di "trance" e non mi resi conto di niente. Quindi mi attengo a riportare quello che mi è stato raccontato, parola per parola, senza omettere nulla. Premetto anche che la storia può sembrare (e lo è), quantomeno ridicola, ma la prego di leggerla fino in fondo.
Accadde un giorno che il signor X uccise la moglie. Naturalmente le voci sul fantomatico InsettOmicida, ci misero meno di niente a insediarsi fra le cause scatenanti di siffatta tragedia e, anzi, a prendersene tutto il "merito". Una storia penosa. Pare che al suo arresto l'uomo andasse ben orgoglioso di quello che aveva fatto. Durante l'interrogatorio, agli inquisitori, raccontò che l'aveva fatto "per il bene della comunità", in quanto la donna che aveva sposato più di venticinque anni prima... "era l'InsettOmicida!". - "L'avevo vista trasformarsi... più volte; e più volte... l'avevo vista nutrirsi di cervelli umani!" - disse quasi con candore. Disse anche che trasformata nella malefica bestia, il suo aspetto appariva come quello di una piccola ape con un volto femminile. Volto femminile che si animava di una sottile e tagliente espressione di compiaciuta estasi demoniaca, ogni qual volta ammirava l'agonizzante contorcersi delle sue incolpevoli vittime, in preda al dolore più assoluto che si possa concepire. - "Ne godeva quella stronza! Lo so bene io... L'ho vista bene io...L'ho vista! L'ho vista con questi occhi! Non potevo permettere che succedesse ancora!" - Andando avanti con la confessione il suo stato d'animo sembrava mutare, dall'innocenza iniziale, in un forte stato di rabbia confusionale; che finì con l'esplodere in un incoscente apatia. Non faceva altro che ripetere - "Io...l'ho vista....Io...l'ho vista..." - mentre fissava assente, le crepe del soffitto della centrale. Per il gran baccano, tutto lo stato scese per le strade. La gente, apprese le novità sul caso del millennio e, in un certo senso, si sentì sollevata. Io, come ho spiegato prima, non ricordo niente di quei giorni,ma...sembrava che tutti i problemi dell'uomo fossero stati, finalmente, sconfitti. Tutto il mondo poteva tirare un sospiro di sollievo e festeggiare lo scampato pericolo! L'InsettOmicida era stato sconfitto. L'InsettOmicida... era morto! - "Come siamo bravi! Come siamo forti! Viva l'Eroe! Viva l'eroe! Sia lodato... il Salvatore!" - Urlava la folla inconsapevole della propria ignoranza, lodandosi, sempre che sia poi un vanto, di un impresa che nemmeno li sfiorò. Tornando al nostro inquisito... possiamo dire che, in fin dei conti, svolse un servizio per la società; che poi era quello che andava gridando ai quattro venti, fin dal momento del suo arresto. Anche la società fece un servizio a quell'uomo e lo rinchiuse in un manicomio criminale (un altro dei misteri del comportamento umano), dove risiede tutt'ora. Poverino... doveva proprio aver perso la testa. La suggestione, in alcuni casi, diventa veramente incontrollabile e finisce con il farci vedere cose che non esistono. Daltronde, a volte, basta qualche piccola coincidenza per farti dubitare anche di tua madre... figuriamoci di tua moglie. - "Quella puttana!" -
Questo è tutto. Sono certo che si renderà conto della situazione improbabile in cui mi sono ritrovato e che la persona che le sta scrivendo è perfettamente sana di mente. Mi si scusi se sono stato lungo, prolisso e se il mio scritto presenta ,inevitabili, orrori di ortografia. Scrivo in uno stato di disagio... di angoscia che non mi permette calma e raziocinio. La prego! Io... non ricordo nulla! Si tratta solo di un terribile errore! La prego.... signor Diorettore... si ricordi di me. Vi siete sbagliati! Vi siete sbagliati! Io...qui...non so nemmeno come ci sia finito. Mi sembra evidente che si tratti di un errore... non le pare? Mi pare ovvio che... Io... non sono pazzo...




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