La cartolina perfetta
Racconto scritto Sab, 25/06/2005 - 03:01 da Massimo BaglioneQuesto breve racconto ha partecipato ad un concorso che aveva per traccia l'obbligo di ambientare l'opera in uno dei siti classificati come Patrimonio dell'Umanità UNESCO. Non più di 2500 battute.
Barbara era tremendamente ricca.
Lo era fino al punto che si poteva permettere di comprare qualsiasi cosa ed avere ancora abbastanza soldi per farci quello che voleva, lei e tutte le sue generazioni future.
Però lei aveva un sogno diverso.
Max le parlò dei siti classificati come Patrimonio dell'Umanità UNESCO, le disse scherzoso: - Questi non potrai mai averli. -
Barbara dovette cedere all'evidenza: - Purtroppo hai ragione, però posso visitarli! - rispose lei, con un sorriso affilato.
Poi aggiunse imperativa: - E tu mi accompagnerai! -
Max l'amava, ma se ne guardava bene dal farglielo capire.
Come poteva lui, scialbo accompagnatore, sperare di stare al fianco di una donna così bella e potente?
Accettò di buon grado quell'ordine.
Di tempo ce n'era a sufficienza per vederli tutti, Barbara non aveva alcun impegno e Max... beh quello era il suo lavoro.
Il lungo tour iniziò una fredda mattina del 2000 e come prima meta scelsero appositamente un posto più caldo: l'Egitto.
Sotto la piramide di Giza, Max pensò fosse un'idea carina spedire una cartolina a casa da ogni sito che andavano a visitare.
Una per lui ed una per Barbara.
Lei neanche ci faceva caso, era troppo intenta a dare sfoggio della sua superbia, quella maschera che tutti vedevano tranne un cuore innamorato.
Sito dopo sito, i due super-turisti riuscirono a vederli quasi tutti, le caselle della posta erano stracolme di cartoline e lo yacht era diventato ormai un bazar di souvenir da tutto il mondo.
Di per se, era una personalissima collezione d'inestimabile valore.
L'ultima destinazione era l'Italia.
Ci tornarono in primavera del 2003.
Sembravano in preda ad una misteriosa forza, non vollero neppure passare da casa prima di concludere il tour.
Erano stregati dalla voglia di vedere le opere che l'ingegno umano riusciva a materializzare, trasformando un'idea in una piazza o un sentimento in una chiesa.
L'ultimo sito da visitare era nella loro stessa città, Milano: il Convento di Santa Maria delle Grazie.
Entrarono come erano ormai abituati a fare: lei strafottente e riccamente snob, lui con rispetto e umiltà.
Nel refettorio di quel magnifico convento del 1500, c'era custodita un'opera straordinaria del maestro Leonardo Da Vinci, L'Ultima Cena.
Max andò dritto verso quel quadro, accecato da quella magia.
La perfezione del Maestro Da Vinci non avrebbe mai potuto spedirsela a casa come le altre cartoline.
Davanti a quell'immagine, smise di respirare.
Per sempre.
Barbara neanche se n'accorse.




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