Shakespeare non l'ha mai fatto
di Bukowski Henry Charles
Recensione scritta Mer, 06/04/2005 - 03:13 da De FoixBukowski ha delle grane da discutere con i suoi editori europei di Francia e Germania, quindi parte, ovviamente tutto spesato dagli editori, insieme alla sua ragazza, Linda Lee, per il vecchio continente. Seguiranno le descrizioni degli accadimenti del soggiorno europeo e dei vari aneddoti che accadranno allo zio Buk e la sua compagna Linda.
Pensieri, riflessioni e ricordi del passato (fra cui la visita al vecchio zio novantenne dell'autore), fanno di questo libro una specie di resoconto, autobiografico, del pensiero bukowskiano e di quella che è stata la sua vita. Un diario di viaggio che inizia in quel di Hollywood per finire, dopo episodi tipicamente Bukowskiani, da dove era iniziata:fra "Hollywood, sulla Western Avenue , tra Hollywood Boulevard e il Sunset". Senza nessuna barriera linguistica.
L'introduzione di questo libro, nell'edizione da me visionata, è di Enrico Franceschini, giornalista, che ci racconta un suo viaggio alla fine degli anni settanta (79), alla ricerca del sogno americano e, soprattutto, del mito di Bukowski. Destinazione Sunset Boulevard, quindi, a Pacific Palisades... "di più non so dirvi". Un introduzione che, visto il tema del libro, sembra più un racconto nel racconto. Conclude questa edizione una serie di poesie scritte da "Chinaski" sul soggiorno Europeo: "dove non ci sono nemmeno i totalizzatori delle corse di cavalli".
Il Commento
Che dire di questo libro? Mi trovo un po' spiazzato. Un racconto che, in realtà, non è un racconto: non nel senso classico. Un "Diario Di Viaggio", forse è il modo migliore per definire questo scritto. Il dubbio sorge nel momento in cui viene analizzato lo stile Bukowskiano. Potrebbe anche essere una mia impressione, ma… questo libro ha qualcosa di diverso rispetto ai soliti libri di Bukowski. E’ più un resoconto vero e proprio, dove tutto è scritto a mo’ di cronaca. In tutti i suoi libri il protagonista è Charles, Hank, Bukowski. Indipendentemente dal nome che utilizzi per il suo personaggio principale, l’autore descrive se stesso e gli episodi della sua vita, però, se leviamo Pulp (interamente di fantasia), leggendo le sue storie notiamo un tono più “romanzato”, dove, spesso e volentieri, Buk usa la sua fantasia per decorare e arricchire il racconto. In questo caso, no. Solo la descrizione di quello che, probabilmente, è accaduto davvero. In più il resoconto sembra scritto da una persona decisamente annoiata. Al tempo stesso, però, questo libro è una continua dichiarazione d’amore per la sua compagna, Linda Lee, e ci informa di alcuni pensieri e abitudini di Charles che, per i fan dell’autore, sono delle piccole chicche. Quindi, senza nessun dubbio, mi sento di affermare: se non avete mai letto Bukowski state lontani da questo libro. Non lo considero, personalmente, un libro adatto a chi si vuole avvicinare, per la prima volta, a questo autore. Anzi… probabilmente vi potrebbe annoiare, così come vi potrebbe annoiare la lunga introduzione al libro. Se non avete mai letto Henry Chinaski e le sue avventure (sventure?), vi consiglio di iniziare da un "Pulp!" o da un "Taccuino Di Un Vecchio Sporcaccione". Poi, magari, se vi hanno intrigato; se vi sono piaciuti; se vi hanno posto quesiti...potrete anche apprezzare " Shakespeare Non L'Ha Mai Fatto". Se invece siete assidui lettori del vecchio alcolizzato....che aspettate??? Questo libro è stato scritto apposta per voi. Per saperne qualcosa di più, di quello che era ( e pensava), veramente, il nostro vecchio (anti)eroe.




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