Storia di un astratto felice

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Racconti e poesie

Note: questa breve storia partecipa al concorso avente per traccia "the first time I saw" (la prima volta che ho visto), organizzato da Lisa Massei in collaborazione con www.nuoviautori.org.
Narra di un racconto che ancora non esiste (che ho chiamato "astratto") che aspetta impaziente che l'autore si decida a scrivere.

Storia di un astratto felice

Chissà se riuscirò, un giorno, a farmi bello sulla libreria di qualche lettore.
Se sarò fortunato, ma molto fortunato, forse mi ristamperanno ed allora sì che sarò diventato qualcuno!
Magari, se la fortuna deciderà di sfoderarmi il più bello dei suoi sorrisi, forse mi divulgheranno anche in edizioni tascabili, che equivarrebbe ad un evidente segno di notevole popolarità.
Io ancora non esisto, sono solo un'idea, un espressione facciale di sconforto sul volto di quel capellone che si riflette sul monitor.
Guardatelo!
E' li che si rulla l'ennesima sigaretta, dopo aver stappato una birra da pochi centesimi di euro, col telefonino spento per non farsi disturbare e la radio in sottofondo.
Che bel quadretto eh?
Lui inizia sempre così i suoi racconti.
E' capace di starsene lì ore a pensare, a provare nuove smorfie, a sbranare schifezze nell'illusione che io nasca dalle cartine che rulla, come se si aspettasse che il fumo componga per lui le prime parole.
Eh no bello, se non ti dai una mossa, in quella risma di fogli candidi ci faranno casa le tarme!
Oppure ci penserà la muffa... che deprimente prospettiva.
Però lo ammiro sapete?
Lui tutto questo lo sa e non demorde, ha fegato il ragazzo!
Quando ancora non esistevo, ricevette un e-mail con l'invito a partecipare ad un concorso letterario, probabilmente questo.
Lui, come fa di solito, archiviò il messaggio in una cartella speciale chiamata "da rileggere con calma", in cui salva i documenti che si prefigge di studiare con calma non appena ne avrà tempo e voglia.
Oggi è quel giorno.
Oggi, forse, mi concepirà.
Lo sviluppo del racconto embrione è assai vario, dipende dal tema, dalle capacità dell'autore, dal tempo dedicato, dalla fantasia, dalla birra... insomma, è vario.
Finché non toccherà la tastiera, io non esisterò mai.
Io, essendo ancora un "nulla", non posso neppure permettermi di scegliere cosa diventare, sono lì sospeso nel limbo del forse, nel mondo del vedremo, nell'universo del probabilmente, nella certezza dell'inconsistenza letteraria, pagine vuote insomma.
OK, me ne starò qui buono buonino ad osservare quel tizio che si mette le dita nel naso.
Ma chi me lo fa fare?!
Esiste un modo per darmi coscienza solo ad opera compiuta?
E' possibile che me ne devo stare qui a creare qualcosa che dovrebbe fare lui?
Santo cielo, non ci sono più gli scrittori di una volta!
In quel limbo ho incontrato un foglio bianco, lui diceva che non avrebbe dovuto trovarsi lì.
Al che gli sorrisi benevolo per dargli coraggio.
Ma lui insisteva, affermava con forza che doveva far parte di un best seller (non ricordo quale) di fantascienza e che si trovava nel limbo solo perché il suo autore, invece di inserirlo nella stampante, lo ha usato per pulirsi le mani dopo aver mangiato un hot dog.
Smisi di sorridergli.
Prima che potessi dirgli qualche parola di conforto, mi ha salutato avvilito e se n'è andato.
E' stata una piccola esperienza costruttiva, grazie alla quale mi sono convinto di non essere ancora parte della categoria degli sfortunati, bensì quella degli astratti.
Magra consolazione direte, ma quando non si ha altro a cui aggrapparsi diventa vitale.
Ogni astratto sa per istinto cos'è l'inchiostro, una parola, un racconto, sa che sarà fortunato anche se dovrà contenere un innocente scarabocchio, ma fare la fine di una salvietta no, meglio essere usati per accendere il caminetto!
Eccomi quindi ad attendere con ansia la prima frase.
Mi accontenterei di un banale "C'era una volta" pur di allentare questa morsa.
Sarei anche disposto ad accettare un "Curriculum vitae di Massimo Baglione", in fondo è importante pure quello no?
Certo che lo è, per questo mi accontenterei.
Sopporterei anche di fare la brutta copia, perché credo che quel compito spetti agli astratti intraprendenti e temerari, categoria alla quale credo di riconoscermi.
Potrei perfino gradire una stampa grafica, con un diagramma di flusso o un progetto edile, più che altro perché sempre inchiostro è, quindi mi dovrei accontentare.
Mi piacerebbe, lo ammetto, fare da lavagna per un bambino che vuole disegnare, perché so che i bambini fanno di noi astratti un gioco costruttivo, quindi di notevole importanza.
Accetterei quasi tutto, tranne quest'attesa.
Un idea, ecco cosa ci vorrebbe.
Come potrei aiutare lo scrittore?
Non c'è molto che io possa fare da qui, se esistessi potrei tentare di cadere dalla mensola, in modo da creare un po' di rumore e farlo uscire da quel suo improbabile turbinio di pensieri deliranti, perso nella commiserazione disperata di chi non riesce a scrivere la prima parola della prima pagina.
E' anche vero che, se esistessi, probabilmente me ne fregherei altamente di lui, ma siccome mi sta cominciando a fare pena, cerco di essergli utile con la speranza che serva a qualcosa.
Però, visto che sono un astratto, la mia buona volontà rimarrà intrappolata in questo sbatacchiato nulla.
Se sapessi a cosa sono destinato, almeno vagherei nel limbo tranquillo, magari a chiacchierare con qualche bella ed elegante paginetta.
Con un po' di fortuna, quella paginetta ci sta e glielo farei vedere io a quello scrittore cosa vuol dire raggiungere un'idea, altroché!
Datemi una bella pagina che vi faccio un origami!
Hey! Ecco che forse si è deciso!
Ha buttato giù l'ultimo sorso di birra, si è sgranchito le dita e si sta sistemando la sedia.
Sorride!
Dai, fammi vedere di cosa sei capace, mostrami a cosa diavolo sei stato a pensare fino adesso!
I tasti cominciano la loro stupenda melodia cadenzata, la barra spaziatrice sembra il tamburo che scandisce il tempo, imponendo un ritmo piacevolmente discontinuo.
Ciò che sapevo per istinto lo vedo ora per la prima volta e mi sento proiettato nel mondo del reale: "Chissà se riuscirò, un giorno, a farmi bello sulla libreria di qualche lettore."
Addio limbo maledetto!

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