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LETTERATURA
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La Settimana Dell'Apocalisse

(Storia Di Jack)

Scritto da: Clicca per leggere la pagina personale dell'autore. De Foix

Ultima modifica: 2005.02.18

Capitolo Primo

- 13 Agosto -

Era perso nei suoi pensieri e con lo sguardo vacuo , come spesso gli accadeva, mentre con la mano sinistra posava delicatamente il filtro di una canna sulle sue labbra. Fece un tiro sostanzioso e tenne il fumo a riposare nei suoi polmoni per qualche secondo. Poi produsse alcuni cerchietti nebbiosi con la bocca, si diresse verso lo stereo e, senza nemmeno controllare che cd fosse contenuto nel lettore della Sony, lo accese e si andò a sedere sul divano più piccolo del salotto, davanti a una televisione che proponeva un intera popolazione di muti ( l'audio, naturalmente, era disattivato ).

Indeciso sul da farsi, si lisciò i capelli, come amava sempre fare e cominciò a stuzzicarsi la guancia destra con un ricciolo. I Sonic Youth, che poi si rivelarono come gli abitanti del vano cd, non creavano in quel momento l'atmosfera adeguata , o perlomeno cercata, da Jack. Iniziò così una selvaggia ricerca di quella che, secondo lui, poteva essere la colonna sonora adatta a quel particolare stato di coscenza-incoscenza. Dopo aver ricoperto l'intera stanza con le custodie, plasticose, dei suoi dischi ... decise che non aveva deciso e fece scegliere al caso. Quel destino a cui tanto si era affidato nella sua breve vita, quella sensazione del suo animo che le cose "devono andare, come devono andare", lo aveva ammaliato anche in quella situazione e così mise la mano nel mucchio ...e il fato decise per lui, qualcosa che aveva ormai dimenticato. Le note di "Day Tripper" riecheggiavano per una casa che svolgeva perfettamente il suo ruolo scenografico.
Mi rendo conto, solo ora, di non essermi, o forse dovrei dire esserci, presentato. Noi siamo le dita che pigiano i tasti di questa tastiera. Il nostro padrone e al momento assente, si è addormentato davanti al computer e ci ha lasciate al nostro destino.Così, non sapendo che fare, abbiamo deciso di raccontarvi una storia ...Questa è "La storia di Jack".

- La settimana dell'Apocalisse -
( Storia di Jack )

Jack era un ragazzo particolare di una città magica, abitata da gente qualunque. Viveva in una casa arredata in stile "antico" e piena di quadri suggestivi. La camera dove dormiva era anche il luogo dove passava la maggior parte della giornata e aveva un nonsochè di affascinante e irreale. Era costituita da un rettangolo, più grosso, e da un quadrato, più piccolo, sistemati a forma di L, divise da un arco che ne delimitava le dimensioni e le funzioni: il quadrato era l'area notte, con il letto, una cassettiera e sopra di essa un televisore; mentre il rettangolo era uno "studiolo" dove Jack teneva la biblioteca, due scrivanie messe una contro l'altra in modo da formare una T, il Pc e periferiche varie, un tavolo da poker, un cavalletto per dipingere, un enorme armadio di legno, decine di scatoloni ricolmi dei più disparati oggetti e tante altre cose. Sembrava incredibile che quei pochi metri quadrati potessero contenere tutta quella roba, eppure era così. Sui muri, di entrambi i locali, c'erano un infinità di disegni,poster e foto che riguardavano gli argomenti più disparati: fantascienza, fumetti, storia, musica, fantasy, il "gentil" sesso, animali, fiabe,etc. ed erano così fitti da sembrare tutti un unica immagine. L'unica illuminazione presente nella stanza era solo, il più delle volte, la luce emessa dal monitor e le persiane delle finestre erano quasi sempre chiuse. Jack amava l'oscurità... l' aveva sempre amata. Non aveva mai apprezzato granchè l'illuminazione artificiale e non gli era mai piaciuto neanche il sole. La penombra gli dava un senso di protezione, si sentiva più a suo agio. Era più facile fantasticare, immaginare il mondo in cui avrebbe voluto vivere, popolato da fate e maghi, folletti e draghi; dove avrebbe lottato per la sua principessa/strega e per il suo sfavillante e maestoso regno incantato.

- continuazione del 13 Agosto -

Si era appena ricordato, grazie alle note di "We Can Work It Out", che gli toccava lavorare. Il suo lavoro consisteva nel "trafficare" con il computer (webmaster, grafica, programmazione), e in quel periodo doveva consegnare un sito web per un negozio di videogiochi. Così, seppur controvoglia, tornò a sedersi davanti al suo computer. Non fece in tempo a far caricare il programma che suonò il citofono: - attimo di sgomento - .... <­<­ chi può essere? >> , si chiese dubbioso. Erano le cinque di pomeriggio del 13 Agosto, pensava che non fosse rimasto nessuno in città e questo imprevisto visitatore lo turbò più del dovuto.<­<­ Chi è? >>, domandò alla cornetta e la risposta non si fece attendere <­<­ A Fonzies, so' Geppo. Famme salì. >> , <­<­ Il solito insolente.Sali. >> disse Jack, con un tono fra lo scherzoso e il serio, mentre un sorriso sornione si dipingeva sul suo volto. Spinse il pulsante per aprire il portone, aprì la porta di casa e si mise ad attendere, il suo inaspettato ospite, con una certa curiosità. <­<­ Qual buon vento?
Pensavo fossi in vacanza. Come mai sei già tornato? >> chiese al nuovo arrivato, non appena vide spuntare il suo naso ingombrante dall'ascensore, che rispose <­<­ Non me ne parlare! Sono andato in campeggio con quel matto di Nicola e... >> , <­<­ No!AHAHAHA.Non ci credo!?L'ha fatto di nuovo??!! Quello è proprio matto! >> venne interrotto dal padrone di casa, ma riprese subito il racconto, <­<­ Si! L'ha fatto di nuovo! Il fattone... l'ha fatto ancora. Eravamo, io, lui e il Ciccio, arrivati da pochi giorni e a un certo punto, il "mentale", ha deciso che voleva tornare a casa perchè si era stufato. Io che avevo già annusato l'aria... >> , <­<­ e ci credo....con quel naso! >> disse la persona che dovrebbe comandare le nostre azioni e che invece ronfa alla grande, <­<­ Vaffanculo! >> disse Geppo con un espressione offesa, prima di ricominciare a parlare. <­<­ Come dicevo, avevo intuito che il pazzo non si sarebbe smentito, così avevo avvisato il Ciccio che se mai fosse successo, sarei andato via anch'io. Quando è arrivato il dunque non sai che espressione avevano quei suoi due occhioni ... sperduti in quell'immensa facciona. Sigh! Cazzo, se mi è dispiaciuto. Però, non mi andava di rimanere in campeggio solo in due. >> , <­<­ E il Ciccio che ha fatto? >> gli domandò Jack. <­<­ Il Ciccio è rimasto lì >> , <­<­ Da solo? >>, <­<­ Beh, non proprio. Conosceva già altre persone, ma in tenda è rimasto solo e....dovevi vedere i suoi occhi come erano tristi mentre ce ne andavamo. Sarei voluto rimanere, ma era diverso da quella volta in cui c'eri anche tu. Quella volta eravamo di più, eppoi c'era un altro tipo di rapporto e un altro tipo di vacanza >> disse sconsolato il buon Geppo.

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N.D.D. ( nota delle dita )

Ricordiamo molto bene la vacanza, c'eravamo anche noi, a cui Geppo si sta riferendo. E' impossibile dimenticare che il nostro utilizzo, in quella settimana, fu relegato per la maggior parte del tempo a girare canne per quel debosciato drogato del nostro padrone. Ancora oggi ci fanno male tutte le articolazioni.

F.N.D.D. ( fine nota delle dita )

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Jack rimase un attimo in silenzio e poi parlò <­<­ Povero Ciccio, me li immagino benissimo i suoi occhi e cosa significassero: ridotto ad andare in vacanza con uno sfigato e venire pure accannato. Deve essersi reso conto di aver toccato proprio il fondo quando ha visto che fra rimanere con lui e andare con quel pazzo, hai preferito la seconda ipotesi... deve averlo umiliato nel profondo. Mi spiace veramente per lui. E come mai ora ti trovi qui da me? Non mi hai ancora risposto. >> . <­<­ Sono venuto a chiederti se vieni al mare per Ferragosto, domani sera? >> domandò Geppo. <­<­ Non saprei come venire, al momento sono senza mezzi e non potrei comunque fermarmi più di qualche giorno. Tu quando vai? >> disse Jack mentre si apprestava ad accendere una sigaretta. <­<­ Vado questa notte. Prima mi devo vedere con Nicola per metterci daccordo per domani. Se vuoi puoi venire con me, o con lui. >> fu la risposta di Geppo. Per rimandare la decisione, cosa in cui Jack era un maestro, dopo una profonda boccata di fumo, propose <­<­ Facciamo una cosa: questa sera, venite a cena da me, così decidiamo il da farsi. Ci facciamo un buon piatto di pasta, qualche bottiglia di vino e, naturalmente, qualche "joint". Che ne dici? >> , <­<­ Ok! Per me va bene. Però ora devo fare un salto a casa e, visto che ci sono, avverto anche il matto. Ci vediamo intorno alle ventuno. >> detto ciò, Geppo si alzò dal divano, salutò Jack e uscì di casa. Non appena fu solo, Jack si fece uno spinello e si mise a riflettere sui piatti che avrebbe dovuto lavare e fece una smorfia di disappunto. Pensò anche che avrebbe convinto Geppo a lavarli al posto suo e sorrise.
La serata arrivò presto e con la scusante che non gli andava di lavare le pentole e i piatti, Jack propose di prendere una pizza, ben sapendo che Geppo , pur di non spendere soldi inutilmente, si sarebbe offerto di lavarli, dopo che già si era offerto di cucinare. E così fu. Un altro sorriso comparve sul viso di Jack. La serata, con buona parte della nottata, trascorse allegramente fra un bicchiere di vino e qualche canna di buon fumo e le facoltà mentali del terzetto, diminuirono drasticamente in poco tempo. Quando gli invitati andarono via, intorno alle tre di notte, si era deciso ben poco se non che Nicola e Jack si sarebbero sentiti il pomeriggio per andare insieme al mare e che... Nicola era matto.
Rimasto solo, Jack continuò a bere e a fumare, distruggendo quell'ultima parvenza di intelligenza e, divorato da una fame incontrollabile, si mise a preparare una minestra con le ultime, residue forze. Mise l'acqua sul fuoco e quando bollì mise i dadi per fare il brodo e la pasta corta, appropriata per fare una minestra e fece il gravissimo errore di aspettare che passasse il tempo di cottura, sdraiato sul suo letto. Non c'è bisogno di dirvi che, in più o meno quattro minuti, dormiva come un bambino.

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